Il biocomposito in canapa e calce e' il paradigma dell'architettura rigenerativa. Non si limita a non inquinare durante la produzione, ma sottrae attivamente l'anidride carbonica dall'atmosfera, immagazzinandola per secoli all'interno delle pareti degli edifici.
Il materiale si ottiene miscelando il canapulo (la frammentazione del nucleo legnoso della pianta di Cannabis sativa) con acqua e un legante a base di calce. Il canapulo e' naturalmente ricco di silice amorfa, che reagisce chimicamente con la calce (reazione pozzolanica), pietrificando la fibra vegetale. Il risultato e' una spugna minerale inattaccabile da funghi, insetti o roditori.
A differenza del calcestruzzo ordinario, il biocomposito in canapa non e' portante (resistenza a compressione ~ 1 MPa). La sua vera forza risiede nell'igrometria dinamica: l'alta porosita' immagazzina l'umidita' in eccesso (evitando la condensa) e la rilascia quando l'aria diventa troppo secca, agendo come un condizionatore passivo.
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
I getti in opera richiedono tempi di essiccazione lunghi prima di poter applicare le finiture (intonaci a calce o terra cruda). In climi freddi o umidi, si preferisce l'uso di blocchi prefabbricati in canapa gia' stagionati in fabbrica.