Il settore delle costruzioni genera circa un terzo dei rifiuti totali in Europa. L'impiego di calcestruzzi conformi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) trasforma il rifiuto in risorsa, innescando l'economia circolare nel cantiere.
Gli aggregati di riciclo si ottengono dal trattamento dei rifiuti inerti derivanti da Costruzione e Demolizione (C&D). Il processo industriale prevede la frantumazione, la deferrizzazione e la vagliatura. Il materiale risultante, classificato come End of Waste (Cessazione della qualifica di rifiuto), va a sostituire parzialmente la ghiaia e il pietrisco di origine naturale estratti da cava.
L'utilizzo di inerti riciclati altera le prestazioni reologiche della miscela. La presenza di vecchia malta adesa ai grani di pietra aumenta la porosita', l'assorbimento d'acqua e il ritiro igrometrico. Per questo motivo, le NTC 2018 limitano la sostituzione per i calcestruzzi strutturali a percentuali massime che variano dal 20% al 30% per le classi ordinarie, richiedendo mix design attentamente bilanciati.
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
In Italia, il DM 23 giugno 2022 rende obbligatorio un contenuto minimo di materia recuperata/riciclata (almeno 5% sul peso totale) per tutti i calcestruzzi utilizzati in opere pubbliche.