A differenza delle calci idrauliche (NHL) e dei cementi, che induriscono reagendo con l'acqua, la calce aerea (grassello) ha bisogno dell'aria per solidificare. E' il legante protagonista di interi millenni di architettura, dall'antica Grecia al Rinascimento italiano.
Il processo inizia con la cottura di rocce calcaree purissime (CaCO3) a 900 gradi C per ottenere la calce viva (CaO). Questa viene poi spenta con abbondante acqua, diventando idrossido di calcio in sospensione (il grassello di calce). La qualita' suprema dell'intonaco deriva dal tempo di stagionatura del grassello in apposite vasche: invecchiando dai 6 ai 48 mesi, le particelle di calce si dispongono in strutture esagonali, garantendo una plasticita', una lavorabilita' e una tenacita' ineguagliabili.
In ambito di restauro, la scarsa resistenza meccanica della calce aerea e' in realta' il suo piu' grande pregio. Formando un intonaco molto poroso ed elastico (basso modulo elastico), asseconda gli assestamenti termici e strutturali delle murature vecchie senza creare le tipiche crepe a ragnatela dei materiali cementizi. Inoltre, agisce da intonaco sacrificale: permette ai sali contenuti nei vecchi muri di cristallizzare sulla sua superficie anziche' distruggere la pietra o il laterizio retrostante.
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
Poiche' asciuga lentamente evaporando l'acqua e assorbendo CO2, l'intonaco a calce aerea non deve essere applicato in esterni durante l'inverno o con temperature prossime allo zero, pena la rottura (gelività) prima della carbonatazione.