Tutti i sistemi
Scheda tecnica
A.01A.02
SistemaS-02

Solaio in laterocemento

Solaio misto in cui travetti in calcestruzzo armato (o precompresso) collaborano con una soletta gettata in opera, mentre blocchi di laterizio (pignatte) alleggeriscono le zone non strutturali. Una soluzione che unisce capacità portante, alleggerimento e continuità con la tradizione costruttiva italiana.

SolaioOrizzontamento misto gettato in opera
B.01
Stratigrafia di sistema6 strati
ESTRADOSSOINTRADOSSOCARICO qREI (fuoco)1. Pavimento2. Massetto3. Soletta + rete4. Travetto c.a.5. Pignatta6. Intonaco

Sezione tecnica del sistema, dall’interno (sinistra) all’esterno (destra).

Orizzontamento misto gettato in opera
Luce economica
4,5-7,5m
Altezza solaio (H+soletta)
20-29cm
Peso proprio
2,5-3,5kN/m2
Interasse travetti
40-60cm
Resistenza al fuoco
REI 30-120
Sovraccarico (civile)
2,0kN/m2
Memoria descrittiva

Solaio misto in cui travetti in calcestruzzo armato (o precompresso) collaborano con una soletta gettata in opera, mentre blocchi di laterizio (pignatte) alleggeriscono le zone non strutturali. Una soluzione che unisce capacità portante, alleggerimento e continuità con la tradizione costruttiva italiana.

Il solaio in laterocemento è l'orizzontamento più diffuso dell'edilizia italiana del secondo Novecento: un sistema misto che sfrutta il calcestruzzo dove serve resistere (compressione della soletta, armatura dei travetti) e il laterizio dove serve solo alleggerire e dare forma al getto (le pignatte). La sua logica è quella della trave a T: i travetti, ravvicinati a interasse costante, lavorano con la soletta collaborante come una sequenza di piccole travi inflesse.

La collaborazione travetto-soletta (sezione a T)

Il comportamento statico del solaio si fonda sulla sezione a T composta: la soletta superiore in calcestruzzo, gettata in opera sopra le pignatte, assorbe gli sforzi di compressione, mentre l'armatura inferiore dei travetti assorbe la trazione dovuta alla flessione. Le pignatte in laterizio non hanno funzione portante: riducono il peso proprio e fungono da cassero a perdere per il getto. Perché la collaborazione sia effettiva, la soletta deve avere spessore adeguato (di norma 4-5 cm) ed essere armata con una rete elettrosaldata che ripartisce i carichi concentrati e contrasta la fessurazione da ritiro.

Getto, armature e continuità strutturale

Il solaio gettato in opera nasce monolitico: i travetti vengono collegati ai cordoli perimetrali e, in corrispondenza degli appoggi, si dispongono armature superiori (momenti negativi) e fasce piene prive di pignatte per assorbire il taglio. La qualità del risultato dipende dal copriferro, dalla vibrazione del getto e dalla maturazione umida: un copriferro insufficiente o un calcestruzzo poco compatto espongono le armature alla carbonatazione e alla corrosione, prima causa di degrado dei solai esistenti. Le fasce piene e i travetti rompitratta governano inoltre la ripartizione trasversale dei carichi e la deformabilità.

Acustica, fuoco e impianti: i limiti del sistema

Pur efficiente strutturalmente, il laterocemento è un orizzontamento pesante e rigido, con due punti deboli ricorrenti. Sul piano acustico trasmette facilmente il rumore da calpestio: per rispettare i requisiti di legge occorre un massetto galleggiante su strato resiliente, desolidarizzato dalle pareti. Sul piano termico, in copertura o verso ambienti non riscaldati, la massa va accompagnata da un isolante. La resistenza al fuoco (classe REI) è invece garantita dal copriferro delle armature e dallo spessore degli elementi, da verificare in funzione della destinazione. Gli impianti, infine, trovano alloggiamento nello spessore del massetto, non nella struttura.

Architettura dei sistemi

Perché funziona

Schema statico · sezione a T
carico qcompressione (soletta)trazione (armatura)asse neutro

Sotto carico il solaio si inflette: la soletta gettata lavora a compressione in alto, l’armatura dei travetti a trazione in basso, con l’asse neutro nel mezzo. Le pignatte si limitano ad alleggerire la sezione: calcestruzzo e acciaio lavorano ciascuno dove rende di più.

Peso proprio dei solai a confronto

Confronto · isolanti
Solaio in legno
≈ 1,0 kN/m²
Lamiera + cls
≈ 2,5 kN/m²
Laterocemento
≈ 3,0 kN/m²
Predalles
≈ 3,5 kN/m²
Soletta piena c.a.
≈ 5,0 kN/m²

Barra più corta = solaio più leggero (meno carico su strutture e fondazioni). Ma la massa non è solo un costo: nel laterocemento contribuisce all’isolamento acustico e alla resistenza al fuoco. La scelta bilancia peso, luce, costo e prestazioni.

Dettagli nodali

Nodi critici · sezioni
123456
D.01
Appoggio sul cordolo

Sull’appoggio il momento si inverte: si elimina la pignatta (fascia piena) per resistere al taglio e si dispone l’armatura superiore che assorbe il momento negativo, ammorsando il solaio al cordolo.

  1. Muratura portante
  2. Cordolo in c.a.
  3. Fascia piena (senza pignatte)
  4. Armatura superiore (momento negativo)
  5. Soletta collaborante
  6. Appoggio del travetto
123456
D.02
Massetto galleggiante

Per tagliare il rumore da calpestio il massetto e il pavimento «galleggiano» su uno strato resiliente continuo, risvoltato a parete con una fascia comprimibile: nessun ponte rigido tra pavimento e struttura.

  1. Parete
  2. Fascia perimetrale comprimibile
  3. Strato resiliente continuo
  4. Massetto galleggiante
  5. Pavimento
  6. Desolidarizzazione dalla parete

Controlli di posa

Capitolato · checklist

01 · Casseratura e armature

Piano di posa e puntelli all’interasse di progetto
Armature, fasce piene e ferri di ripartizione
Pulizia e bagnatura dei laterizi prima del getto

02 · Getto e maturazione

Calcestruzzo della classe prescritta, ben vibrato
Copriferro garantito da distanziatori
Maturazione umida, scasseratura a tempi corretti

03 · Soletta e rete

Spessore della soletta ≥ progetto
Rete elettrosaldata continua e sovrapposta
Connessione travetto-soletta pulita

04 · Appoggi e continuità

Fasce piene e armatura superiore agli appoggi
Ammorsamento ai cordoli
Ferri di collegamento ai travetti rompitratta

05 · Acustica e impianti

Strato resiliente continuo e risvoltato
Massetto galleggiante desolidarizzato dalle pareti
Tracce impianti nel massetto, non nella struttura

Patologie ricorrenti

Diagnostica · cantiere
Meccanica
Fessurazione all’intradosso
CausaFreccia eccessiva, ritiro del getto, assenza o discontinuità della rete in soletta.
PrevenzioneDimensionamento a freccia ≤ L/250, rete elettrosaldata continua, fasce rompitratta e maturazione umida.
Termo-igrometrica
Corrosione delle armature
CausaCopriferro insufficiente e calcestruzzo poroso: la carbonatazione raggiunge i ferri e l’umidità innesca la ruggine che fessura il copriferro.
PrevenzioneCopriferro adeguato alla classe d’esposizione, calcestruzzo compatto e ben vibrato, controllo delle fessure.
Adesione
Distacco dell’intonaco di intradosso
CausaScarsa adesione sulle pignatte lisce, assenza di rinzaffo, vibrazioni e cicli termici.
PrevenzioneAggrappante o rinzaffo, rete portaintonaco sui giunti tra le pignatte, intonaci compatibili.
Biologica
Condensa e muffa all’intradosso
CausaPonte termico verso ambienti non riscaldati (porticati, cantine): la superficie fredda trattiene umidità e favorisce le muffe.
PrevenzioneIsolamento all’intradosso o all’estradosso, correzione dei ponti termici, ventilazione del locale.

Materiali componenti

La rete · materiali